
Un libro dev'essere una picozza per rompere il mare di ghiaccio che è dentro di noi.
venerdì 31 luglio 2009
martedì 28 luglio 2009
Dedica
La prima volta che ti ho visto,
il mio cuore si è fermato,
ha ricominciato a battere
solo quando mi hai parlato,
ti prego, non smettere mai di parlarmi,
perché io non smetterò mai di amarti.
(Dal libro "Un'estate con il mostro")
il mio cuore si è fermato,
ha ricominciato a battere
solo quando mi hai parlato,
ti prego, non smettere mai di parlarmi,
perché io non smetterò mai di amarti.
(Dal libro "Un'estate con il mostro")
martedì 7 luglio 2009
Tutto
Tutto
una parola sfrontata e gonfia di boria.
Andrebbe scritta fra virgolette.
Finge di non tralasciare nulla,
di concentrare, includere, contenere e avere.
E invece è soltanto
una brandello di bufera.
(W. Szymborska)
lunedì 29 giugno 2009
Le tre parole più strane
"Quando pronuncio la parola Futuro,
la prima sillaba va già nel passato.
Quando pronuncio la parola Silenzio,
lo distruggo.
Quando pronuncio la parola Niente,
creo qualche cosa che non entra in alcun nulla".
(W. Szymborska)
la prima sillaba va già nel passato.
Quando pronuncio la parola Silenzio,
lo distruggo.
Quando pronuncio la parola Niente,
creo qualche cosa che non entra in alcun nulla".
(W. Szymborska)
domenica 28 giugno 2009
Essere
Nella moltitudine
Sono quella che sono.
Un caso inconcepibile
come ogni caso.
In fondo avrei potuto avere
altri antenati,
e così avrei preso il volo
da un altro nido,
così da sotto un altro tronco
sarei strisciata fuori in squame.
Nel guardaroba della natura
c'è un mucchio di costumi:
di ragno, gabbiano, topo campagnolo.
Ognuno calza subito a pennello
e docilmente è indossato
finché non si consuma.
Anch'io non ho scelto,
ma non mi lamento.
Potevo essere qualcuno
molto meno a parte.
Qualcuno d'un formicaio, branco, sciame ronzante,
una scheggia di paesaggio sbattuta dal vento.
Qualcuno molto meno fortunato,
allevato per farne una pelliccia,
per il pranzo della festa,
qualcosa che nuota sotto un vetrino.
Un albero conficcato nella terra,
a cui si avvicina un incendio.
Un filo d'erba calpestato
dal corso di incomprensibili eventi.
Uno nato sotto una cattiva stella,
buona per altri.
E se nella gente destassi spavento,
o solo avversione,
o solo pietà?
Se al mondo fossi venuta
nella tribù sbagliata
e avessi tutte le strade precluse?
La sorte, finora,
mi è stata benigna.
Poteva non essermi dato
il ricordo dei momenti lieti.
Poteva essermi tolta
l'inclinazione a confrontare.
Potevo essere me stessa - ma senza stupore,
e ciò vorrebbe dire
qualcuno di totalmente diverso.
(W. Szymborska)
Sono quella che sono.
Un caso inconcepibile
come ogni caso.
In fondo avrei potuto avere
altri antenati,
e così avrei preso il volo
da un altro nido,
così da sotto un altro tronco
sarei strisciata fuori in squame.
Nel guardaroba della natura
c'è un mucchio di costumi:
di ragno, gabbiano, topo campagnolo.
Ognuno calza subito a pennello
e docilmente è indossato
finché non si consuma.
Anch'io non ho scelto,
ma non mi lamento.
Potevo essere qualcuno
molto meno a parte.
Qualcuno d'un formicaio, branco, sciame ronzante,
una scheggia di paesaggio sbattuta dal vento.
Qualcuno molto meno fortunato,
allevato per farne una pelliccia,
per il pranzo della festa,
qualcosa che nuota sotto un vetrino.
Un albero conficcato nella terra,
a cui si avvicina un incendio.
Un filo d'erba calpestato
dal corso di incomprensibili eventi.
Uno nato sotto una cattiva stella,
buona per altri.
E se nella gente destassi spavento,
o solo avversione,
o solo pietà?
Se al mondo fossi venuta
nella tribù sbagliata
e avessi tutte le strade precluse?
La sorte, finora,
mi è stata benigna.
Poteva non essermi dato
il ricordo dei momenti lieti.
Poteva essermi tolta
l'inclinazione a confrontare.
Potevo essere me stessa - ma senza stupore,
e ciò vorrebbe dire
qualcuno di totalmente diverso.
(W. Szymborska)
domenica 24 maggio 2009
Vicini a Dio
"Quando le forze vengono meno, quando non capisci qualcosa, forse impari a pregare o ad aggrapparti a ciò che hai appreso in passato, da bambino, magari senza comprenderlo. Molto più tardi, in una situazione difficile o di fronte ad una grande impresa, la preghiera esercitata in precedenza acquista d'improvviso forza quasi spontaneamente.
Il percorso che condice a Dio dovremmo pianificarlo come una camminata o una gita in montagna e prepararci.
Chi va in montagna, prima si allena. Le forze spirituali possono essere allenate proprio come quelle fisiche. Se mi limito a guardare la televisione o a sedere davanti al computer, i "muscoli" dell'amore, della fantasia e anche del rapporto con Dio si indeboliranno sempre più.
Credo che dobbiamo fare esercizio: le preghiere, gli esercizi spirituali, il dialogo e il servizio sociale sono utili a questo scopo. Chi li pratica si avvicina a Dio. Sente con maggior forza di collaborare con Dio." (Carlo Maria Martini - Conversazioni notturne a Gerusalemme).
Il percorso che condice a Dio dovremmo pianificarlo come una camminata o una gita in montagna e prepararci.
Chi va in montagna, prima si allena. Le forze spirituali possono essere allenate proprio come quelle fisiche. Se mi limito a guardare la televisione o a sedere davanti al computer, i "muscoli" dell'amore, della fantasia e anche del rapporto con Dio si indeboliranno sempre più.
Credo che dobbiamo fare esercizio: le preghiere, gli esercizi spirituali, il dialogo e il servizio sociale sono utili a questo scopo. Chi li pratica si avvicina a Dio. Sente con maggior forza di collaborare con Dio." (Carlo Maria Martini - Conversazioni notturne a Gerusalemme).
domenica 10 maggio 2009
Insieme
Andare al parco e guardare gli alberi da soli può essere bellissimo; ma avere al braccio qualcuno che dice: "Guarda quelli violacei", mentre voi stavate guardando quelli blu, e così non vi lasciate sfuggire nè gli alberi violacei nè quelli blu, è fantastico".
(L. Buscaglia)
lunedì 13 aprile 2009
Tra sogno e realtà
Tutto fu ambìto
e tutto fu tentato.
Quel che non fu fatto
io lo sognai;
e tanto era l'ardore
che il sogno eguagliò l'atto.
(D'annunzio)
e tutto fu tentato.
Quel che non fu fatto
io lo sognai;
e tanto era l'ardore
che il sogno eguagliò l'atto.
(D'annunzio)
domenica 5 aprile 2009
Risposte...
Il giorno più bello? Oggi.
L'ostacolo più grande? La paura.
La cosa più facile? Sbagliarsi.
L'errore più grande? Rinunciare.
La radice di tutti i mali? L'egoismo.
La distrazione migliore? Il lavoro.
La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento.
I migliori professionisti? I bambini.
Il primo bisogno? Comunicare.
La felicità più grande? Essere utili agli altri.
Il mistero più grande? La morte.
Il difetto peggiore? Il malumore.
La persona più pericolosa? Quella che mente.
Il sentimento più brutto? Il rancore.
Il regalo più bello? Il perdono.
Quello indispensabile? La famiglia.
La rotta migliore? La via giusta.
La sensazione più piacevole? La pace interiore.
L'accoglienza migliore? Il sorriso.
La miglior medicina? L'ottimismo.
La soddisfazione più grande? Il dovere compiuto.
La forza più grande? La fede.
Le persone più necessarie? I sacerdoti.
La cosa più bella del mondo? L'amore.
(Madre Teresa)
L'ostacolo più grande? La paura.
La cosa più facile? Sbagliarsi.
L'errore più grande? Rinunciare.
La radice di tutti i mali? L'egoismo.
La distrazione migliore? Il lavoro.
La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento.
I migliori professionisti? I bambini.
Il primo bisogno? Comunicare.
La felicità più grande? Essere utili agli altri.
Il mistero più grande? La morte.
Il difetto peggiore? Il malumore.
La persona più pericolosa? Quella che mente.
Il sentimento più brutto? Il rancore.
Il regalo più bello? Il perdono.
Quello indispensabile? La famiglia.
La rotta migliore? La via giusta.
La sensazione più piacevole? La pace interiore.
L'accoglienza migliore? Il sorriso.
La miglior medicina? L'ottimismo.
La soddisfazione più grande? Il dovere compiuto.
La forza più grande? La fede.
Le persone più necessarie? I sacerdoti.
La cosa più bella del mondo? L'amore.
(Madre Teresa)
martedì 24 marzo 2009
Multipla follia
Sono io e tanti altri volti insieme,
storie diverse che si intrecciano e si salvano
dalle stesse radici distruttive e sopravvivono
fino a quando non potranno ricongiungersi e scoprire
che sono state reciproca salvezza le une per le altre,
mentre il vento devastava violento la loro unica casa.
(A. Natilla)
mercoledì 25 febbraio 2009
Bellezza e verità
Morii per la bellezza - ma da poco
m'avevano composta nella tomba
che un altro - morto per la verità -
venne deposto nel sepolcro accanto.
Domandò sottovoce perché ero
morta. Risposi: "Per la bellezza".
"Io per la verità. Sono una cosa sola"
disse, "Siamo fratelli".
Così, come congiunti che s'incontrano
di notte, parlammo
dall'una all'altra tomba
finché il muschio non toccò
le nostre labbra - e ricoprì i nostri nomi.
(E. Dickinson)
m'avevano composta nella tomba
che un altro - morto per la verità -
venne deposto nel sepolcro accanto.
Domandò sottovoce perché ero
morta. Risposi: "Per la bellezza".
"Io per la verità. Sono una cosa sola"
disse, "Siamo fratelli".
Così, come congiunti che s'incontrano
di notte, parlammo
dall'una all'altra tomba
finché il muschio non toccò
le nostre labbra - e ricoprì i nostri nomi.
(E. Dickinson)
mercoledì 18 febbraio 2009
Impaziente d'amore
Se in autunno tu venissi da me
caccerei l'estate
un po' sorridente - un po' irritata -
come la massaia scaccia una mosca.
Se potessi rivederti tra un anno
Se potessi rivederti tra un anno
farei tanti gomitoli dei mesi -
li metterei in cassetti separati
per paura che i numeri si confondano.
Se l'attesa fosse soltanto di secoli
Se l'attesa fosse soltanto di secoli
li conterei sulla mano
sottraendo finché non mi cadessero
le dita nel paese di Van Dieman.
E se fossi certa che finita questa vita
E se fossi certa che finita questa vita
la mia e la tua continueranno a vivere
getterei la mia come una buccia
e sceglierei con te l'eternità.
Ma ora - incerta sulla durata del tempo - che ci separa,
la cosa m'inquieta, come l'ape folletto,
che non avverte quando pungerà.
Ma ora - incerta sulla durata del tempo - che ci separa,
la cosa m'inquieta, come l'ape folletto,
che non avverte quando pungerà.
(E. Dickinson)
mercoledì 11 febbraio 2009
Paura del diverso
per un occhio che capisce
Molta saggezza, la più pura follia.
Anche in questo prevale la maggioranza.
Conformati, e sei saggio
dissenti, e sei pericoloso.
Un matto da legare
(E. Dickinson)
lunedì 2 febbraio 2009
L'insuccesso
Dolcissimo appare il successo
a chi non l'ha mai avuto.
Per apprezzare un nettare
ci vuole una forte sete.
Non uno della folla purpurea
che oggi ha conquistato la bandiera
può trovare una definizione precisa
per la vittoria.
Come colui che vinto - nell'agonia -
sente col suo orecchio deluso
le note lontane del trionfo,
strazianti e chiare!
(Emily Dickinson)
a chi non l'ha mai avuto.
Per apprezzare un nettare
ci vuole una forte sete.
Non uno della folla purpurea
che oggi ha conquistato la bandiera
può trovare una definizione precisa
per la vittoria.
Come colui che vinto - nell'agonia -
sente col suo orecchio deluso
le note lontane del trionfo,
strazianti e chiare!
(Emily Dickinson)
sabato 24 gennaio 2009
Toccarsi...
[...] Come potrei trattenerla in me,
la mia anima, che la tua non sfiori;
come levarla, oltre te, ad altra cosa?
Ah potessi nasconderla in un angolo
perduto nella tenebra, un estraneo
rifugio silenzioso che non seguiti
a vibrare se vibra il tuo profondo.
Ma tutto quello che ci tocca, te,
e me, insieme ci prende come un arco
che da due corde un suono solo rende.
Su qual strumento siamo tesi, e quale
violinista ci tiene nella mano?
[...] Noi ci tocchiamo. Con che cosa?
Con dei battiti d'ali, con le lontananze stesse ci tocchiamo.
la mia anima, che la tua non sfiori;
come levarla, oltre te, ad altra cosa?
Ah potessi nasconderla in un angolo
perduto nella tenebra, un estraneo
rifugio silenzioso che non seguiti
a vibrare se vibra il tuo profondo.
Ma tutto quello che ci tocca, te,
e me, insieme ci prende come un arco
che da due corde un suono solo rende.
Su qual strumento siamo tesi, e quale
violinista ci tiene nella mano?
[...] Noi ci tocchiamo. Con che cosa?
Con dei battiti d'ali, con le lontananze stesse ci tocchiamo.
(Rainer Maria Rilke)
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